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RILIEVOGRAFIA

Con il procedimento rilievografico, la stampa viene eseguita tramite una matrice sulla quale la parte inchiostrata risulta essere in rilievo. Viene quindi scolpita la parte di matrice che risulterà, nel prodotto finito, bianca.

PRINCIPALI TECNICHE DI STAMPA RILIEVOLAGRAFICA E MODALITA' DI ESECUZIONE

SILOGRAFIA (XILOGRAFIA):
Per silografia si intende sia la matrice di stampa che il prodotto finito (stampa). Il nome deriva dal greco xylon = legno. I francesi chiamano la silografia, Gravure sur bois (incisione su legno).
La silografia è la tecnica di stampa più antica e l'esemplare conosciuto più vecchio risale al 868 d.C.; mentre le prime silografie europee risalgono alla seconda metà del 1300. Questa tecnica veniva ancor prima utilizzata nella stampa di tessuti. La matrice era in legno poco poroso, con venature sottili, i legni migliori erano: il faggio; la quercia; il noce; il ciliegio; il melo; pero. Nel XIX secolo la silografia, che era stata quasi totalmente abbandonata, dopo il diffondersi dell' acquaforte, riprese vigore ad opera di un incisore inglese Bevick Thomas (Ovingham/Newcastle 1753 - Gateshead/Durham 1828) che, per primo, ha fatto uso di matrici ottenute con legno tagliate di testa. Questa tecnica si è fortemente diffusa nella seconda metà del XIX secolo per la realizzazione di illustrazioni su libri e periodici. Con questo metodo si produssero sia stampe monocromatiche che colorate, il cromatismo si otteneva con più matrici inchiostrate con colori diversi.
La matrice veniva scolpita mediante l'uso di coltelli, detti sgorbie. L'inchiostro, a base oleosa, veniva distribuito sulla matrice con un tampone. La stampa avveniva con un torchio che, con una modesta pressione, trasferiva l'inchiostro sul foglio.

CARATTERISTICHE DELLA SILOGRAFIA

La silografia si riconosce facilmente da due elementi fondamentali: l'assenza dell'impronta della lastra; l'ombreggiatura. Quest'ultima, visibile sul retro della stampa, è causata dalla pressione del foglio sulla parte in rilievo e inchiostrata.

INCAVOGRAFIA

Con il procedimento incavografico, la stampa viene eseguita realizzando una matrice in metallo, (solitamente rame, in virtù delle sue caratteristiche meccaniche) nella quale l'inchiostro penetra entro i solchi realizzati con l'incisione. L'impressione si ottiene mediante un torchio che, con una forte pressione, consente alla carta di estrarre l'inchiostro dai solchi. Questa operazione lascia una evidente ed indelebile impronta nella carta in corrispondenza dei margini della matrice.

PRINCIPALI TECNICHE DI STAMPA INCAVOGRAFICA E MODALITA' DI ESECUZIONE
BULINO:
Per incisione a bulino si intende la matrice incisa con questo metodo e le copie ottenute dal procedimento di stampa. L'origine dell' incisione a bulino viene fatta risalire alla prima metà del XV secolo, con analogie molto evidenti con il niello che altro non era che l'incisione di un'immagine su lastra di metallo, nella quale i solchi venivano riempiti con inchiostro nero, così da evidenziare l'immagine che altrimenti sarebbe risultata scarsamente visibile. Il niello era comunque praticato in epoca molto antica ed era nato come motivo decorativo. Queste analogie fanno chiaramente comprendere come esista un collegamento fra orafi e incisori. L'incisione a bulino si avvale dell'omonimo strumento da cui prende nome; il bulino, strumento appuntito che assieme ad altri come punzoni, raschiatoi e brunitoi, consente la realizzazione di matrici incise. Questa tecnica, chiamata anche incisione su rame o calcografia, produce solchi con linee ben definite, lineari e regolari, iniziano e finiscono a punta, possono anche interrompersi bruscamente, a seguito del repentino distacco del bulino. La profondità del solco dipende dalla pressione esercitata dalla mano dell' artista e la sua larghezza, dalle caratteristiche del bulino.
Nel XIX secolo, dopo la scoperta delle tecniche di tempra dell'acciaio, si è iniziato ad usare questo metallo in sostituzione del rame consentendo tirature anche 10 volte superiori a quelle del rame. Una matrice di rame incisa a bulino può sopportare una tiratura di 200 copie di ottima qualità, altre 300 o 400 sufficentemente buone. Se poi si procede ad una acciaitura elettrolitica si possono raggiungere le 2000-3000 copie di buona qualità.

PUNTASECCA: Questa tecnica, presenta affinità realizzative con l'incisione a bulino, si differenzia dal fatto che la punta che incide non asporta il metallo bensì lo sposta al margine come cresta. Queste creste vengono inchiostrate assieme al solco e, durante la fase di stampa, lo sfumano. Il risultato è un'immagine sfumata, vellutata, il tratto è ingrossato. La delicatezza delle creste non consente forti tirature poichè queste, sotto la forte pressione del torchio calcografico si appiattiscono fino quasi a scomparire. Le copie buone che si riescono ad ottenere da una matrice in rame incisa alla puntasecca, non superano il numero di 15-20. Con una acciaiatura galvanica, le copie buone possono diventare 50-100.
ACQUAFORTE: Con il termine acquaforte si intende sia la preparazione della matrice incisa che il prodotto ottenuto dalla stampa. L'incisione non avviene con una punta che scalfisce il metallo, come nella tecnica a bulino, bensì mediante l'uso di acido nitrico (aqua-fortis). La lastra di metallo viene ricoperta, a caldo, da uno strato di pece che ha il compito di isolare il metallo. Successivamente si procede a graffiare la pece con appositi strumenti appuntiti, mettendo a nudo il metallo in corrispondenza dei solchi che si devono ottenere. Conclusa l'operazione di asportazione dell'isolante si procede all'immersione in acido nitrico (morsura). L'azione corrosiva dell'acido provvede a incidere il metallo, la profondità del solco dipende solamente dal tempo di immersione della lastra. Conclusa la morsura si procede alla pulitura dalla pece, inchiostratura e impressione con torchio calcografico. La diversità dell' acquaforte rispetto al bulino consiste nel tratto, che, come abbiamo visto, nel bulino è regolare, inizia a punta, nell' acquaforte inizia e finisce bruscamente e sovente presenta un ingrossamento. Il tratto è irregolare in conseguenza della morsura che corrode irregolarmente il metallo. Durante la fase di stampa, la forte pressione del torchio rovina più rapidamente la lastra rispetto l'incisione a bulino. La tiratura di ottime copie, non supera le 50 unità, mentre altre 300-400 risultano essere di buona qualità. Solitamente, quando le matrici erano consumate, si procedeva ad una nuova incisione ripassando a bulino le linee. Con un processo di acciaiatura si potevano raggiungere un migliaio di copie buone.
L'origine dell'incisione con acido risale alle officine delle armerie, nelle quali si utilizzava questo procedimento per eseguire gli ornamenti su armi ed armature poichè, non potevano essere incisi a bulino. Probabilmente la preparazione di lastre incise con acido risale alla seconda metà del 1400.
ACQUATINTA: L'acquatinta è una particolare tecnica di incisione analoga all'acquaforte, ma che ottiene sfumature tonali che la rendono simile all'acquerello. L'acquatinta presenta un'infinità di microincisioni dovute alla non perfetta impermeabilità del rivestimento protettivo. Il medesimo effetto tonale si può ottenere terminando un'incisione all'acquaforte con pennellate dirette di acido sulla lastra. Nel primo caso, si stende tra il mordente e la superficie metallica della resina in grani (colofonia), più o meno fini, fissandola alla superficie mediante il calore. Durante la morsura, l'acido penetra tra granello e granello e corrode la lastra provocando le microincisioni citate. Evoluzioni tecniche hanno portato all' uso di altri materiali come il sale o lo zucchero che, mescolati alla resina, durante la morsura, si sciolgono consentendo all'acido di raggiungere la superficie metallica.
CRAYON: Tecnica incavografica che comporta la preparazione di una matrice in metallo la cui incisione è ottenuta mediante l' azione chimica dell' acido nitrico (acqua fortis). I caratteristici effetti che la rendono simile ad un disegno al lapis vengono ottenuti mediante particolari strumenti di incisione come rotelle dentate, punzoni e bulini.
SIDEROGRAFIA: (incisione su acciaio) La siderografia contraddistingue non tanto una tecnica quanto una matrice che non è più di rame ma di acciaio, che può essere incisa sia a bulino che all'acquaforte. In francese si chiama taille dure per distinguerla da taille douce che identifica l'incisione su rame. La siderografia nasce a seguito dell' ideazione di un procedimento che consente l'ammorbidimento dell'acciaio così da poter procedere agevolmente all'incisione. Successivamente la matrice viene temprata. L'incisione su acciaio consente di ottenere un tratto più sottile, più meccanico; l'immagine è più fotografica, pur rimanendo una tecnica originale (manuale), L'incisione su acciaio consente tirature superiori a quelle del rame, anche di 10 volte. Questi motivi hanno portato ad un suo forte impulso dal 1830 ca fin verso il 1880, soppiantata poi da tecniche di più facile realizzazione come la litografia. Con la siderografia vengono realizzate a stampa le più importanti Gallerie europee che possono così essere diffuse capillarmente con il loro messaggio artistico; oggi questa tecnica viene utilizzata per la stampa di banconote e francobolli.
PLANOGRAFIA

Per planografia si intende la preparazione di una matrice di stampa nella quale non si procede ad una vera e propria incisione sia essa in positivo, che in negativo. La stampa avviene per aggregazione chimica dell'inchiostro con il disegno realizzato sulla matrice

PRINCIPALI TECNICHE DI STAMPA PLANOGRAFICHE E MODALITA' DI ESECUZIONE
LITOGRAFIA: Con il termine litografia si intende sia la matrice che le copie ottenute. La litografia nasce negli ultimi anni del XVIII secolo, ad opera di SENEFELDER Aloys (Praga 1771- Monaco 1834) che, quasi per caso, scopre la tecnica litografica durante tentativi di utilizzare la pietra nell' incisione calcografica.
La matrice litografica è una pietra calcarea (carbonato di calcio). Le pietre vengono tagliate in pezzi dello spessore che varia tra i 7 e i 20 cm. Vengono levigate e granite prima di procedere al disegno e, successivamente alla stampa. Il disegno viene eseguito con un gessetto o inchiostro litografico. L'inchiostro è composto da sapone, grasso, nerofumo o altri coloranti. Al termine del disegno, si procede al fissaggio dell'immagine sulla pietra. L'operazione di stampa consiste nell'immergere in acqua la pietra passando poi all'inchiostratura. L'inchiostro tipografico grasso, rifugge dall'acqua di cui è intrisa la pietra e si aggrega con l'inchiostro grasso di cui è composta l'immagine. L'operazione vera e propria di stampa la si esegue mediante un torchio litografico.
Il vantaggio della litografia consiste nella sua versatilità in quanto, non sono necessarie particolari predisposizioni all'incisione ma, anche un buon pittore può preparare una matrice litografica. Questo, sommato alle possibilità di forti tirature, ha portato, ad una rapida diffusione di questa tecnica in tutto il XIX secolo.
CROMOLITOGRAFIA: La cromolitografia non è propriamente una tecnica a sè, infatti è un'evoluzione della litografia. Il cromatismo si ottiene realizzando una matrice litografica per ogni colore necessario alla composizione dell'immagine. Il numero delle matrici dipende quindi dal numero dei colori e da questo dipende il risultato estetico finale.
La tecnica litografica manuale ha avuto un grandissimo uso in tipografia per tutto il XIX secolo e si è protratto per i primi decenni del XX secolo, soppiantata gradualmente dalla Fotolitografia.
PERMEOGRAFIA
La caratterstica della stampa permeografica consiste nella proprietà della matrice, di far filtrare l'inchiostro che viene quindi trasferito sul supporto.

PRINCIPALI TECNICHE DI STAMPA RILIEVOLAGRAFICA E MODALITA' DI ESECUZIONE

SERIGRAFIA: La preparazione della matrice serigrafica consiste nel predisporre un telaio sul quale viene fissata una tela impermeabilizzata. Un tempo la tela era di seta, da qui il nome di serigrafia.
Nelle tecniche manuali, la tela viene ricoperta con materiale impermeabilizzante come resine o colle solo in corrispondenza delle zone nelle quali l'inchiostro non deve filtrare. La permeazione dell'inchiostro viene favorita, durante la stampa, mediante l'uso di una spatola che preme l'inchiostro verso il supporto.
Con la serigrafia si possono ottenere effetti cromatici realizzando un telaio per ogni colore che compone l'immagine.
COLORE NELLA STAMPA

I primi tentativi di colorare stampe sono manuali, solo successivamente, si sono adottati sistemi di coloritura utilizzando diverse matrici silografiche ognuna deputata ad imprimere un colore o, come nel camaieau, una diversa tonalità dello stesso colore. Vi possono essere anche tecniche combinate nelle quali si procede ad una impressione calcografica per i contorni dell' immagine e a matrici silografiche per gli effetti cromatici.

Nel 700 e 800 si sono realizzate stampe a colori partendo da una matrice calcografica nella quale si procedeva ad una inchiostratura mediante tamponi e pennelli di diverse tinte sulla medesima lastra (cromocalcografia). Vi sono stati anche esempi di calcografia a colori con l'utilizzo di più lastre. Nel XIX secolo, a seguito del diffondersi della tecnica litografica, il colore ha preso un forte impulso con la cromolitografia. Essa si compone di più matrici, ognuna inchiostrata con un colore diverso. Può esservi o non una matrice per delineare i contorni dell'immagine. Nel XIX secolo, si faceva largo uso anche della coloritura manuale. Molte stampe oggi in commercio vengono colorate a mano per renderle commercialmente più appetibili.

TECNICHE DI STAMPA TIPOGRAFICHE
I primi esperimenti per la realizzazione di matrici di stampa ottenuti con procedimenti fotografici, risalgono al 1820 circa ad opera di Niepce Joseph Nicéphore (Chalon-sur-Saone 1765 - 1833) che, con Daguerre Louis Jacques Mandé (Cormeilles-en-Parisis/Seine-et-Oise 1788 - Bry-sur-Marne/Seine 1851) è considerato l'inventore delle tecniche fotografiche. Le tecniche di stampa fotomeccaniche si sviluppano nella seconda metà del XIX secolo arrivando gradualmente a sostituire completamente le tecniche manuali. In questo periodo si assiste alla evoluzione dell'immagine dell'incisore che, trovandosi soppiantato dalla modernità, deve giocoforza trasformarsi da illustratore ad artista. Nascono infatti intorno al 1860 i primi tentativi di creare la stampa d'arte, sorgono le società di incisori come la société des aquafortistes ad opera dell' editore Cadart che giudicava le nuove tecniche troppo commerciali. Inizia l'interesse per la stampa a tiratura limitata, con l'intendimento di qualificare l'immagine stampata. Le tecniche manuali, particolarmente le tecniche litografiche, rimangono, sotto il profilo commerciale, molto utilizzate dagli editori anche nei primi decenni del XX secolo.

TECNICHE PIU' ANTICHE DI STAMPA TIPOGRAFICA

HELIOGRAVURE (Eliotipia)
L' heliogravure è una tecnica di stampa tipografica basata sul principio dell' acquatinta dove la matrice in metallo viene rivestita a caldo con grani di resina e, successivamente incisa con acido. Il procedimento si avvale di tecniche fotografiche e parte da una prima riproduzione su lastra in vetro, si esegue poi, per contatto diretto, un trasferimento dell'immagine mediante esposizione ad una fonte luminosa, su carta con gelatina fotosensibile immergendo la carta in acqua si elimina la gelatina non esposta. Si prende quindi la lastra di metallo preventivamente rivestita con la resina in grani (vedi acquatinta) e vi si applica la carta fotosensibile impressionata. Questo contatto trasferisce la gelatina esposta (e quindi l'immagine) dalla carta alla lastra. Immergendo quest'ultima in acido si esegue la morsura.
L' heliogravure presenta le caratteristiche dell' incisione calcografica e cioè l' impronta della lastra. Analizzando l'immagine si evidenzia la struttura fine dell'acquatinta con i toni sfumati. Talvolta è difficoltoso distinguerla dalle tecniche manuali.

FOTOLITOGRAFIA
All' approssimarsi della fine del XIX secolo, si sviluppa un'altra tecnica fotomeccanica che raccoglie le esperienze dei pionieri della fotografia per applicarle alla stampa; infatti si riesce a trasferire un'immagine fotografica, mediante gelatine fotosensibili a base di albume e bicromato, su di una pietra litografica. L'immagine fotografica ottiene gli effetti tonali mediante una retinatura inizialmente simile alla trama di una garza poi ad un intreccio complesso e sempre più regolare, retinatura ben visibile con il contafili. Successivamente la pietra è sostituita da lastre di zinco o alluminio.


CONSERVAZIONE DELLE STAMPE

Le forme di danneggiamento alle stampe sono: la collocazione in ambienti esposti ad una forte fonte di luce, l'umidità, un maneggiamento delle opere non attento che può provocare macchie e lacerazioni.

Per evitare che ciò si verifichi, si deve prestare attenzione a:


INCORNICIATURA
Il cartoncino usato per il passeparout deve essere a pH neutro; va evitato in ogni modo l' uso di adesivi gommosi, nastri adesivi, cui talvolta si ricorre per procedere alle riparazioni di strappi o per attaccare i fogli ai passepartout. Per il fissaggio delle stampe al passepartout è opportuno utilizzare nastro adesivo del tipo filmoplast con fattore pH neutro che non altera chimicamente la carta su cui viene applicato.

POSIZIONAMENTO DELLA STAMPA
Vanno scelte pareti che non ricevano la luce diretta, soprattutto quella naturale. La luce solare contiene infatti i raggi ultravioletti che possono provocare nella carta reazioni chimiche di ossidazione (imbrunimento della carta)
Vanno poi evitati muri in cui passino canne fumarie o pareti che sovrastino termosifoni, poichè il calore da essi
sprigionato trasporta verso l'alto polvere e grasso. Un'eccessiva presenza di umidità negli ambienti ove si conservano le stampe può causare in esse alcune alterazioni, o la formazione di macchie color ruggine dovute a microorganismi.

CONSERVAZIONE DELLE STAMPE NON ESPOSTE.
Vanno tenute distese in cartelle, in un luogo che non sia umido, nè esposto a sbalzi termici. E' bene evitare il contatto diretto fra stampe sovrapposte. E' quindi opportuno interporre fogli di carta velina che hanno lo scopo di proteggere le stampe dalla polvere e dagli sfregamenti.

 

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