Radio e grammofoni

Guglielmo Marconi

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La radio
E' il 12 dicembre 1901 attraverso l'Atlantico, tra Poldhu in Cornovaglia (Inghilterra) e S. Giovanni di Terranova (Canada) distanti tra loro 3500 km, vengono trasmessi deboli ma precisi segnali che hanno fatto capire al mondo che si poteva comunicare anche tra realtà fisicamente distanti tra loro.
Quel giorno è nata la radio.
Suo inventore è Guglielmo Marconi un uomo dell'Ottocento, nato a Bologna il 25 aprile 1874, il padre era un'abile uomo d'affari, la madre, Annie Jameson, protestante, una donna severa che insegnò al piccolo Guglielmo non solo la lingua inglese e i principi religiosi, ma anche la perseveranza e la tenacia nel raggiungere i propri obiettivi.
Autodidatta, verso i diciott'anni incominciò ad interessarsi alla fisica e ai fenomeni elettrici, studio approfonditamente le teorie e le scoperte sui campi elettromagnetici di Maxwell, le esperienze di Heinrich Hertz, Augusto Righi,Petr Lebedev, Giorgio Garbasso, di Calzecchi, Onesti e Branly.
Già nel 1894 durante un periodo di vacanza sulle montagne biellesi a soli 20 anni, meditò a lungo sulla possibilità di comunicare a distanza con le onde Hertziane (da Hertz, fisico tedesco morto un anno prima).
Presto detto Marconi trasformò il granaio in laboratorio: fili di rame, sfere d'ottone, rocchetti di Ruhmkorff, campanelli e tasti Morse dappertutto.
Purtroppo i primi deboli segnali riuscivano a coprire un'area piuttosto circoscritta: dalla finestra del granaio, su cui era stato collocato il trasmettitore, fino alla collinetta con in cima il ricevitore, custodito amorevolmente dal colono Mignani, fedele aiutante di Marconi. Lo sventolio del fazzoletto significava la ricezione del messaggio: tre punti che viaggiavano nello spazio. La lettera S nell'alfabeto morse. Ma Marconi voleva che la trasmissione avvenisse tra due punti non visibili, possibilmente con un bel monticello in mezzo. L'esperimento riuscì nuovamente. Le onde elettromagnetiche avevano superato l'ostacolo. Si entra nell'epoca delle radio comunicazioni.

Negli anni successivi Marconi affinò la sua invenzione. Oscillatori di Hertz e di Righi, antenne. Tutto per migliorare la trasmissione e superare grandi distanze. Nel 1896 ottenne il primo brevetto. Lo offrì in dono allo Stato Italiano che, in realtà, non si dimostrò molto interessato tanto da spingere Marconi a trasferirsi a Londra alla ricerca di nuovi finanziamenti. Trovò in Sir William Preece (direttore dei Telefoni e delle Poste) un suo entusiasta sostenitore.

Seguirono prove di trasmissione in ogni direzione: attraverso il canale di Bristol, per esempio o, a La Spezie, tra l'arsenale e la corazzata San Martino, superando una distanza di 18 km.

Il 20 luglio 1897 costituì la Wireless Telegraph Trading Signal co. LDT. In novembre fu costruita la prima stazione fissa Marconi a Needless, nell'isola di Wight. E ancora, altre tappe fondamentali: la realizzazione dei primi apparecchi con circuiti sintonici con lo scopo di garantire l'indipendenza delle comunicazioni contemporanee di più stazioni.

 

 

 

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