Francobolli
Che
cos'è il francobollo? |
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Il francobollo, come dice il suo stesso nome, è un "bollo" usato per affrancare. E' cioè una carta valore (carta che ha un valore impresso, come i biglietti di banca) stampata dallo Stato, che si applica sulle corrispondenze per attestare il pagamento della prescritta tassa postale ed ottenerne l'inoltro al destinatario. |
La
vignetta |
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Col nome di vignetta si indica generalmente tutta la parte stampata del francobollo. Essa comprende perciò tutti questi elementi: l'immagine, la dicitura, il valore, i segni particolari, il nome dell'incisore. Nelle prime emissioni l'immagine riprodotta era solitamente quella del sovrano o comunque del capo dello Stato, oppure si trattava di uno stemma. Con la nascita del francobollo commemorativo, le immagini sono divenute svariatissime: uomini celebri, erbe, fiori, animali, macchine, ecc La dicitura consiste nell'indicazione del paese che ha emesso il francobollo. Secondo gli accordi internazionali la dicitura dovrebbe essere in carattere latino, ma non tutti gli Stati si attengono a quest' obbligo. Il valore è solitamente rappresentato in cifre e indica il prezzo di acquisto del francobollo. Secondo le norme internazionali il valore dovrebbe essere sempre espresso in cifre arabiche. |
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Il
francobollo aspetti tecnici |
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Colori
Le sfumature
di colore dei francobolli sono moltissime e non tutte sono esattamente
classificabili, non esiste infatti una tavola dei colori, di uso internazionale,
alla quale far riferimento.
I cataloghi più autorevoli, elencano 25 colori diversi, con un
totale di 62 sfumature di tinta. Riguardo
al colore dei francobolli usati per la posta internazionale, esistono
invece degli accordi precisi, a cui si attengono tutti i paesi aderenti
all' Unione Postale internazionale.
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Gommatura
Fin dalle
prime emissioni i francobolli furono muniti, nella parte posteriore,
di sostanze adesive, necessarie per la loro applicazione alla corrispondenza.
Le sostanze adesive più comunemente utilizzate sono la gomma
arabica e la destrina. Il possedere la gommatura intatta è un
prego nei francobolli nuovi. Inoltre i francobolli nuovi privi di gomma
hanno un valore filatelico inferiore.
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Dentellatura
I francobolli
vengono stampati in fogli che ne contengono molti esemplari. Nelle
prime emissioni, per dividere i francobolli gli uni dagli altri era
necessario ricorrere alle forbici e ritagliarli. L'inglese
Enrico ARCHER, nel 1847, presentò all' Amministrazione
postale inglese una macchina di sua invenzione, la quale praticava
delle piccole incisioni ai margini de francobolli in modo da permettere
il distacco senza dover ricorrere alle forbici. La macchina non riuscì
gradita all'amministrazione postale, ma Archer continuò i suoi
tentativi e nel 1853 presentò un nuovo tipo di macchina. Questa
fu acquistata dalle poste inglesi e nacque così la dentellatura.
La
dentellatura può essere di diverse misure, a seconda della
maggiore o minore vicinanza dei dentelli. Per convenzione, le dentellature
si misurano indicando il numero dei dentelli che sono compresi nello
spazio di 2 centimetri.
Comunque
in commercio vi sono conta dentelli.
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| La
filigrana
La
filigrana è uno speciale disegno, impresso nella carta durante
la fabbricazione, che serve a rendere più difficile la falsificazione
delle cartevalori. Essa risulta di solito visibile quando si osserva
il francobollo contro luce. Altre volte la filigrana è di
difficile individuazione e occorre perciò ricorrere a strumenti
speciali che la mettono in evidenza (filigranoscopi).
Tre sono i principali tipi di applicazione della filigrana:
1° tipo: la filigrana viene riprodotta in
ogni francobollo. E' questo il sistema oggi più usato. 2°
tipo: la filigrana è piccola e ripetuta molte
volte, in ogni francobollo. In questo caso si chiama "filigrana
multipla". 3°
tipo: la filigrana è unica per tutto un foglio
di francobolli. Alcuni francobolli avranno perciò un frammento
di filigrana, altri nessuno. I tipi di filigrana sono svariatissimi: corone, lettere dell'alfabeto, cifre, fiori, frutta, animali, stemmi, rombi, e altri disegni geometrici, ecc. che possono essere riprodotti più volte o una sola volta sul francobollo. |
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Stampa
Tutti
i sistemi più comuni di stampa furono usati nella preparazione
dei francobolli italiani. Dai primi esemplari in tipografia, si passò
poi agli esemplari in calcografia e in litografia, fino agli attuali
francobolli che sono stampati in rotocalco. I primi francobolli italiani
(quelli emessi nel 1862, subito dopo la proclamazione del regno) erano
stampati a Torino, in una piccola tipografia privata di proprietà
del Signor Francesco Matraire. Negli anni successivi,
essendosi rivelato insufficiente, questo stabilimento, alcune emissioni
vennero preparate a Londra dalla ditta De La Rue & C.
Soltanto nel 1865 l' Italia ebbe una propria officina governativa
per la stampa dei francobolli, con sede a Torino. Essa funzionò
ininterrottamente fino al 1928. Da ora infatti, tutti i francobolli
d' Italia sono stampati a Roma, dall' istituto Poligrafico dello Stato.
A questo istituto si rivolgono, per la stampa dei propri francobolli,
anche la Repubblica di San Marino e la Città del Vaticano.
Si può dire che tutti i sistemi di produzione grafica siano stati usati per i francobolli: in passato vi furono perfino dei francobolli scritti a macchina ed a mano! Oggi naturalmente, i francobolli vengono tutti stampati meccanicamente. I sistemi di stampa più usati sono: Stampa calcografica:I francobolli in calcografia si riconoscono facilmente perchè dalla parte diritta hanno il disegno in leggero rilievo a causa dello spessore dell' inchiostro. Sul rovescio, invece, in corrispondenza del rilievo, si possono notare dei solchi. Stampa tipografica diretta:I francobolli in tipografia, a contrario di quelli calcografici, hanno il disegno che appare in rilievo al rovescio. Questo succede a causa della pressione a cui furono sottoposti durante il processo di stampa. Stampa litografica:I francobolli a stampa litografica non presentano nessun rilievo, nè dritto nè al rovescio. Di solito il colore di questo tipo di francobolli non è mai molto vivace. Stampa
rotocalcografica:
E' il sistema di stampa più comunemente usato. Oltre questi quattro sistemi di stampa sopra elencati, vi sono altri sistemi di produzione, usati molto raramente. Fra essi ricordiamo, l'eliografia, per cui ogni francobollo è praticamente una piccola fotocopia del disegno originale. L'indicazione del sistema di riproduzione grafica ha una grande importanza. |